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Antiquarium Statale


Ospitato in una palazzina del centro storico, di proprieta' dell’ Amministrazione Comunale, l'Antiquarium di Numana è stato istituito e aperto al pubblico nel 1974 con la finalità primaria di esporre i risultati delle acquisizioni effettuate a seguito della fortunata campagna di scavo condotta tra la fine degli anni '60 e l'inizio del decennio successivo.

In tale occasione vennero messe in luce oltre cinquecento sepolture picene appartenenti alla necropoli dell'area Quagliotti-Davanzali di Sirolo. A seguito di queste scoperte, Numana si confermò essere il centro più importante del Piceno in età protostorica.
La contemporanea chiusura del Museo Archeologico Nazionale di Ancona, a causa dei danni arrecati dal sisma del 1972, ha favorito l'iniziativa della realizzazione di una nuova istituzione museale a Numana.

Nel 1997 l'Antiquarium di Numana ha richiesto un radicale intervento sia per mettere a norma la struttura espositiva, sia per predisporre un nuovo ordinamento scientifico dei materiali più moderno e tale da illustrare l'importante ruolo svolto da Numana nel corso del primo millennio a.C. Anche le recenti scoperte effettuate nelle sue necropoli confermano l'importante funzione che questo approdo naturale delle propaggini sud-orientali del Conero ha svolto nei secoli VI, V, e IV a.C. a tutto svantaggio della vicina Ancona.

L’Antiquarium attraverso il nuovo ordinamento museale tende a fornireuna illustrazione delle varie fasi culturali (Preistoria, Neolitico, Età del Bronzo, Età del Ferro ed età romana), che ininterrottamente si sono succedute nell'area del Conero e un panorama completo delle notevoli testimonianze archeologiche restituite da Numana e dalla zona del Conero, dove è attestata una straordinaria continuita' di frequentazione umana, che dal Paleolitico arriva praticamente sino ai nostri giorni.


In particolare il Museo mette in luce l'importanza di questo centro piceno che con le sue ricche necropoli ha restituito il maggior numero di tombe, oltre duemila, rinvenute in tutta la regione Marche e tali da coprire, da un punto di vista cronologico, dal IX al III secolo a.C., tutte le fasi che hanno contraddistinto lo sviluppo della civiltà picena.
Numana è stata nell'antichità un attivo centro di commerci. La prosperità ed il benessere attestati dalle tombe rinvenute nelle sue necropoli, ricchissime di oggetti familiari, monili, vasi ed armi, sono un riflesso della funzione non secondaria che il centro piceno ha saputo svolgere.
Preziosi sono i reperti della civiltà picena, il popolo forte e battagliero che ha abitato queste terre in epoca preromana (dal IX al III a.C.): pugnali, lance, elmi ma anche collane e bracciali. Con essi vasi attici, crateri a figure rosse, fibule, ceramiche apule testimoniano gli intensi rapporti dei piceni con greci, etruschi e italici.
E' possibile ricostruire facilmente la vita, i commerci ed il modo di pensare di quei tempi, anche se molto deve ancora essere studiato. I reperti, oltre all'Antiquarium di Numana e al Museo Archeologico delle Marche di Ancona, si trovano anche in alcuni tra i più importanti musei del mondo, come un vaso di stile greco proveniente da Numana e presente al Metropolitan Museum di New York.
Un rapporto privilegiato lega la struttura museale alle necropoli numanati, favorendo l'integrazione tra spazi musealizzati all'aperto e sede espositiva.
Infatti il museo attualmente ospita una mostra, con cui si intende richiamare l'attenzione sull'importante ritrovamento archeologico costituito dalla scoperta della tomba monumentale a circolo con due carri della principessa picena di Sirolo della fine del VI secolo a.C., messa in luce nella necropoli "I Pini" di Sirolo.
Delle tre aree di necropoli (area Quagliotti-Davanzali di Sirolo; area cimitero-Montalbano di Numana; area de "I Pini" di Sirolo) relative all'antica Numana ubicate tra Numana e Sirolo, attualmente soltanto la necropoli dei Pini è musealizzata. Si tratta dell'unica area archeologica delle Marche, in cui è possibile visitare un settore di una necropoli picena adeguatamente illustrato da pannelli didattici sistemati lungo il percorso di visita (si veda la scheda relativa).

Antiquarium Statale

Numana (Ancona) via La Fenice, 4 Tel. 071/9331162
Costo Ingresso: ingresso E. 2,00 intero, E. 1,00 ridotto
Orario Apertura: aperto 8.30-19.30
Descrizione: la tomba della fine del VI sec. a.C.

Area archeologica di Numana - Sirolo


Posta a ridosso del porticciolo naturale, Numana durante l'età protostorica fu un importante centro piceno, che a partire dagli ultimi decenni del VI sec. a.C., divenne un attivo emporio tanto da costituire insieme a Spina uno dei principali porti dell'Adriatico, per l'importazione e la distribuzione verso l'interno delle ceramiche attiche.
L'importante ruolo svolto da Numana nei secoli V - IV a.C. è attestato dalla ricca documentazione archeologica, restituita dall'abitato pre-romano ma soprattutto dalle sue necropoli, dove sono state messe in luce oltre mille sepolture.
L'abitato occupava l'altura immediatamente a ridosso del porticciolo naturale, mentre le necropoli, che si distribuiscono sui fianchi pianeggianti dei crinali delle colline poste fra i due predetti fossi, sono costituite da sepolcreti tra loro separati (Area Quagliotti Davanzali; Area I Pini; Zona di Montalbano - Cimitero di Numana).
L’ area, messo recentemente in luce in località "I Pini" di Sirolo, costituisce l'unica area archeologica delle Marche in cui è possibile visitare un settore della necropoli picena.
Nell'area esplorata (m. 60x50) opportunamente musealizzata e dotata di numerosi pannelli didattici, che mostrano le fasi dello scavo e i preziosi reperti rinvenuti all’interno delle sepolture, accanto a numerose tombe ad inumazione entro fossa terragna, sono state individuate tre sepolture monumentali a circolo, tra le quali si contraddistingue la cosiddetta “ tomba della principessa di Sirolo” della fine del VI sec. a.C. per le caratteristiche strutturali, per rituale funebre, per ricchezza di corredi.
Scoperta nel 1989, si tratta della più grande sepoltura gentilizia a circolo scoperta nelle necropoli dell’antica Numana in quanto è costituita da un’area funeraria di oltre m. 40 di diametro, delimitata da un fossato anulare, scavato con sezione a V, largo m. 4 e profondo circa m. 2. All’interno di questo grande circolo è stato individuato un gruppo di fosse sepolcrali, tre delle quali relative ad un'unica deposizione.
Ai lati di una grande tomba a pseudocamera di m. 4X3, posta quasi al centro del circolo, scavata per una profondità di m.2 circa, senza porta di ingresso e poi chiusa con copertura artificiale in legno e sostenuta da pali, è stata messa in luce ad est a m.1 circa di distanza, un'altra tomba a pseudocamera di m. 5,10X2,20 e profonda m.2 circa, in cui, sotto due carri, una biga e un carro da parata, è stata sistemata una deposizione femminile con ricchi e raffinati ornamenti e più ad ovest, a circa m. 3 di distanza, una terza fossa, più semplice delle precedenti, con i resti scheletrici di una coppia di cavalli o, più probabilmente di muli.
Di questa struttura funeraria che, derivata da modelli di origine anatolica, trova in ambiente italico confronti con sepolture dell’area laziale (Roma Acqua Acetosa) e di quella emiliano-romagnola (Verucchio e Casalecchio sul Reno) e con altre simili del mondo transalpino, come la tomba di Vix, in Borgogna (Francia), oltre la pratica del sacrificio del cavallo, vale la pena sottolineare la particolarità costituita dall’accoppiamento di due tombe a pseudocamera con associazioni funerarie differenziate relativa ad un'unica deposizione.
Le ricche associazioni funerarie rinvenute, monili e oggetti quotidiani, tra cui fibule, armi, secchielli e vasi, unitamente alla deposizione di due carri, un calesse (carpentum) e una biga (currus), all’interno di questa grande tomba a circolo, sono riferibili ad un individuo di sesso femminile appartenente all'elite sociale ed economica dell'antico centro piceno.
Per la conoscenza della storia di Numana in età protostorica in generale, e della condizione femminile in particolare, la tomba della regina di Sirolo si rivela una straordinaria fonte di conoscenza.
Per informazioni:

Località "I Pini"
Area aperta tutto l'anno.

Palazzo Vescovile in Piazza del Santuario


Il Palazzo Vescovile, edificato nel 1773, per volere del Card. Bufalini, fu utilizzato come residenza estiva dai Vescovi di Ancona, ma anche come opificio e centro di raccolta dei prodotti della terra di proprietà della diocesi.
La sua costruzione segna per Numana l'inizio di una rinascita economica e morale, dopo il degrado, dovuto ai saccheggi subiti e ai terremoti durante il medioevo.
Costituito il Regno d'Italia ed avvenuta la soppressione dei beni ecclesiastici, il Palazzo con decreto di demanazione fu acquisito dallo Stato, che nel 1911 lo consegnò al Comune dietro modico compenso, e divenne così sede municipale fino al 1928, anno in cui il Comune di Numana fu unito a quello di Sirolo.

Municipio (anni'20)

Fabbrica di fisarmoniche Frontalini (1950)


Nel 1929, l’ex palazzo vescovile, venne utilizzato come sede di un opificio industriale per la lavorazione delle fisarmoniche.

Lo stabile fu restituito al Comune nel 1966 e, completamente ristrutturato, è divenuto nuovamente sede municipale dal 1983.

Il S. S. Crocifisso di Numana


Nella moderna chiesa è custodito il SS. Crocifisso di Numana, opera tra le più enigmatiche e belle della cultura cristiana.
Il Santuario fu costruito tra il 1561 e 1566. Nell' ottobre dello stesso anno il Crocifisso fu trasferito nel nuovo Santuario, con imponenti festeggiamenti.

Il Santuario, a forma rettangolare misurava 20 m. di larghezza e 22 m. di altezza. Nell'interno le strutture erano disposte a croce greca. La Cappella destinata ad accogliere il Crocifisso era ornata di marmi preziosi. Nel corso degli anni la costruzione subì delle modifiche, nella parte superiore vennero apportati degli ampliamenti, per soddisfare le esigenze abitative del Priore.

Con l'andare degli anni il tempio, per ragioni strutturali divenne pericolante; qualsiasi riparazione sarebbe stata vana, l'unica via che rimaneva da seguire era la ricostruzione che iniziò nel corso dell'anno 1967.

Il nuovo Santuario venne inaugurato il 6 Luglio 1969. La forma semicircolare, l'alto campanile, i bianchi pannelli dell'abside mirano a far convergere la luce sul crocifisso.

Nel santuario possiamo godere due diversi impressioni sorprendenti del crocifisso: entrando nel piccolo corridoio sulla destra dell'altare osserviamo il viso del Cristo vivo con occhi aperti quasi respirasse ancora.

Dall'altro corridoio, sulla sinistra dell'altare, vediamo il viso con occhi spenti. Dal `600 fino al 1928 il corpo di Cristo era coperto da una tunica.
Questa "veste degli ammalati" era tenuta sopra il corpo del sofferente per tre giorni consecutivi nella speranza di guarigione.

Il S. S. Crocifisso di Numana e la Sua leggenda


Il crocifisso romanico (tra il V e il XII sec), di provenienza incerta, (forse Polonia o Germania), è scolpito in legno di cedro, albero che simboleggia il crocifisso, è di grandezza naturale, ed è stato restaurato di recente. Originalissima la fattura, che rappresenta un uomo crocifisso con i suoi grandi occhi spalancati ma non vinto dal dolore o dalla morte come la classica iconografia ci ha abituato.
E' stato meta di pellegrinaggi soprattutto dal sec. XV al XVIII ed era indicato persino in tutte le carte geografiche dell'epoca. A causa della decadenza di Numana, e per la floridezza del vicino castello di Sirolo dove i pellegrini trovavano ospitalità, il Crocifisso fu chiamato “di Sirolo” mentre in precedenza, come si rileva da alcuni documenti, era detto “Crocifisso di Numana.
La leggenda più diffusa vuole che il crocifisso sia stato scolpito dall'Evangelista Luca e da Nicodemo, che l'avrebbero completato poco dopo la sepoltura di Cristo. Il Crocifisso, una volta terminato, venne custodito nell'abitazione di un ebreo ma non passò molto tempo che fu scoperto e danneggiato. Passato di mano in mano, sarebbe giunto a Beyrot in Siria dove avrebbe compiuto diversi miracoli. Si narra che il sangue, uscito copioso dalle ferite, veniva racchiuso in ampolle e spedito alle principali città. Carlo Magno in persona, Imperatore del Sacro Romano Impero, venuto a conoscenza di alcuni prodigi del Crocifisso, si recò a Beyrot per venerare il famoso crocifisso; Deciso a riportarlo in Europa per portarlo in dono a Papa Leone III., durante il trasporto, all'altezza dell'allora imponente porto di Numana, fu costretto da una tempesta ad approdare e a lasciare la reliquia presso la Chiesa di S. Giovanni Battista.

L'Imperatore nel frattempo, per urgenti ragioni diplomatiche fu costretto a portarsi in Lombardia e successivamente in Francia, dove nell'anno 814 d.C. morì. Il Crocifisso, dopo la sua morte, rimase a Numana dimenticato dai suoi successori. Nell'anno 846 d.C. Numana fu funestata da movimenti tellurici di notevole entità, che distrussero gran parte delle abitazioni ed anche la Chiesa di S. Giovanni.

Nel 1294 d.C. alcuni pescatori Numanesi trovarono in mare il Crocifisso
e, una volta liberato dai detriti che lo ricoprivano, lo portarono in una cappella risparmiata dal terremoto in prossimità delle mura di cinta del paese, all'altezza degli attuali resti della "Torre" e lì vi rimase sino al 1566.

La fontana del Crocifisso


Sulla destra del santuario si trova l'antica fontana che portava l'acqua dalle falde del Monte Conero. Del XVII sec, anche se l'acquedotto, che vi conduceva l'acqua, è forse di epoca piceno-romana. Tale acquedotto consiste in un cunicolo completamente accessibile fino a Capod'acqua nella frazione S.Lorenzo di Sirolo e ha portato acqua a Numana fino agli anni più recenti. La fontana del '600 originariamente era posta a sbarramento della attuale via Morelli, ma agli inizi del '900 è stata spostata accanto alla chiesa per far spazio alla strada.
La fontana è costruita con vecchie pietre rinvenute prima del 1663, anno in cui è stata posta l'iscrizione a sinistra che ricorda la costruzione della conduttura, voluta dai numanesi per dissetare i pellegrini.
Alla destra della fontana è situata un'altra lapide posta in occasione della costruzione del nuovo Santuario ed al centro è incastonato il vecchio stemma comunale in pietra.Le sue 5 bocche prendono acqua da un vecchio cunicolo di epoca romana, che è stato ripulito fino a Capodacqua di Sirolo.Nella bocchetta di sinistra vi è la dicitura "Terme exaruit" (si seccò quasi del tutto) senza indicarne l'anno.

La fontana

Lo Stemma


Lo stemma, di forma circolare, è attorniato dall'iscrizione "Senatus Civitatis Numanae", presenta al centro una Torre con ai lati le maiuscole “T” e “C”, che alcuni interpretano come T(anta) C(ivitas), altri T(uta) C(ivitas) ed altri ancora T(urrita) C(ivitas). Quale sia la vera interpretazione non è dato saperlo, anche se si ritiene come più probabile l’interpretazione che la vuole “Tuta Civitas”, cioè “Città ben protetta e sicura”.
Anticamente, come risulta da un vecchio sigillo per stampigliatura su ceralacca conservato in Comune, e da un vecchio stemma in pietra incastonato al centro della Fontana di Via Morelli, era rappresentata la facciata di una Chiesa.
Nel 1961 l'immagine della Chiesa venne sostituita con la Torre in campo azzurro, sormontata da una corona marchesale con un ramo di lauro ed uno di quercia.
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